Implantologia Computer Guidata / Impianti a Carico Immediato

 

CHE COS’È L'IMPLANTOLOGIA COMPUTER GUIDATA?... QUALI SONO I SUOI BENEFICI?

E' una tecnica digitale, all'avanguardia, che permette di inserire gli impianti ottimizzando anche minime quantità di osso, come nei casi di atrofia e/o riassorbimento della mandibola o dell’osso mascellare.

 

L’IMPIANTO? SI PUO’ INSERIRE…MA SOLO SE C’E’ SUFFICIENTE VOLUME OSSEO

Il volume delle ossa mascellari è mantenuto dalla loro funzione masticatoria. In pratica il volume osseo è mantenuto dallo stimolo meccanico-masticatorio trasmesso dal dente sull'osso circostante. Ancora più importante è l'aspetto trofico (nutritizio) legato alla vascolarizzazione dell'osso limitrofo alle radici dentarie.

Attorno ai denti c'è il legamento parodontale, riccamente vascolarizzato ed in grado di apportare nutrimento all'osso alveolare che circonda i denti stessi .

 

PERDI UN DENTE?...PERDI ANCHE VOLUME OSSEO!!!

La perdita di uno o più denti determina immediatamente la perdita del legamento parodontale e, col tempo (variabile da un soggetto all'altro), il riassorbimento dell’osso, sia in senso verticale che trasversale; si intuisce pertanto come la sostituzione di ogni singolo dente debba avvenire in tempi brevi per prevenire la perdita di volume osseo.

 

...E SE C'è OSSO A SUFFICIENZA, L'IMPIANTO VA INSERITO SECONDO REGOLE BEN PRECISE...

Gli impianti devono essere posizionati senza eccessive inclinazioni e il più perpendicolarmente possibile all'osso stesso, in modo da evitare la perforazione delle superfici ossee (teche); sia la mascella che la mandibola hanno una teca esterna, anche detta “vestibolare” ed una teca interna, detta “palatina” o “linguale” a seconda che si tratti dell’arcata superiore o inferiore.

Inoltre, posizionando gli impianti quanto più parallelamente possibile alle radici dei denti limitrofi, si eviterà anche di danneggiare queste ultime. Oltre a ciò, nella fase di inserimento degli impianti si devono preservare specifiche strutture anatomiche. Nell’arcata superiore il Seno Mascellare, nell’arcata inferiore il Canale Mandibolare entro il quale decorre il Nervo Mandibolare (anche detto Nervo Alveolare Inferiore).

 

IL SENO MASCELLARE

Il Seno Mascellare è una cavità pneumatica che si trova al di sopra degli apici radicolari, all’incirca nella regione che va dal secondo premolare fino ai molari dell’arcata superiore.

Il Nervo Mandibolare, invece, decorre al di sotto degli apici radicolari in una regione che va all'incirca dal secondo premolare fino ai molari dell’arcata inferiore.

Questa collocazione anatomica, molto semplicistica, delle strutture descritte deve ovviamente tener conto di tutte le possibili varianti anatomiche, queste sono parzialmente evidenziabili tramite una Rx Arcate Dentarie (Ortopantomografia) e soprattutto, attraverso una TAC DentaScan o anche una TAC Cone Beam; entrambe sono degli esami radiologici in grado di fornire tutte le informazioni tridimensionali che interessano l’operatore, ovvero:

 

  • la collocazione delle strutture che si vogliono preservare,
  • i volumi ossei (altezza e larghezza) che condizioneranno la scelta degli impianti più adeguati per forma e dimensione.

 

Le strutture anatomiche descritte, di norma, sono sufficientemente distanti dalla “cresta ossea”, termine col quale si intende la superficie di osso al di sotto della quale sono disposte le radici dei denti.

 

La perdita di un dente comporta la necessità di inserire in tempi brevi un impianto nella medesima sede, in modo da connetterlo, dopo 2-4 mesi, con una corona dentale, .

Se la perdita del dente non ha comportato riassorbimento osseo, è possibile inserire gli impianti con l' assoluta certezza di non ledere né il Seno Mascellare né il Nervo Mandibolare.

 

VOLUME OSSEO A SUFFICIENZA?...L'INSERIMENTO DELL'IMPIANTO E' SEMPLIFICATO!

Nei casi in cui non ci sia stato un evidente riassorbimento osseo si può procedere con una Tecnica “Flapless” che consiste nell’inserimento dell’impianto senza dover incidere e sollevare lembi gengivali per scoprire l’osso, intervento che si renderebbe altrimenti necessario per avere un maggior controllo visivo sul corretto inserimento dell’impianto.

 

E ALLORA...CI VIENE IN AIUTO IL METODO DELLA CHIRURGIA IMPLANTARE COMPUTER GUIDATA...

Gli inconvenienti appena descritti possono essere evitati attraverso il nuovo impulso dato dall’ Implantologia Computer Guidata, una tecnica che si basa su uno studio in 3D, con un apposito software, che riproduce fedelmente tanto l’anatomia del paziente prima che si sottoponga all’intervento, quanto la Protesi definitiva.

Dalla TAC Cone Beam delle arcate dentarie e dalla scansione di un prototipo della protesi futura si può ricavare la riproduzione in 3D del cavo orale, dei volumi ossei entro i quali inserire gli impianti e delle strutture anatomiche da non ledere durante l'intervento di inserimento degli stessi impianti.

In altre parole si può valutare di quanto spazio il chirurgo possa disporre sia in termini di  quantità di osso disponibile per inserire gli impianti che di distanza dalle strutture anatomiche da non ledere;

a questo punto sarà possibile inserire virtualmente gli impianti in modo ottimale ai fini protesici, determinando in anticipo le loro distanze per meglio distribuire il carico masticatorio della protesi da realizzare; si potranno determinare anche gli assi degli impianti, le loro angolazioni e le loro profondità; in definitiva si potrà stabilire in anticipo quali saranno le criticità dell’operazione, avendo anche  da subito  una visione d’insieme non solo dell’intervento prima che venga messo in atto, ma anche del risultato protesico finale.

Il numero di impianti ideale per sostenere un’intera arcata dentaria è di almeno sei.

Talvolta, ma solo per l’arcata inferiore, il numero degli impianti può essere ridotto a quattro. Questo grazie al fatto che nell’arcata inferiore, essendo  l’osso  più denso e compatto, il rapporto osso/impianti è più forte.

Dal numero degli impianti impiegati le protesi per arcate intere vengono definite col termine anglosassone di “All-on-four” o “All-on-six”.

Alla fase di  progettazione implanto-protesica segue la creazione di una Dima chirurgica; si tratta di una mascherina di precisione in resina trasparente che riproduce la posizione degli impianti simulata al computer: la dima viene quindi introdotta nel cavo orale e bloccata all’arcata dentaria in cui si deve operare per guidare la fresa attraverso dei fori rinforzati da piccole boccole. In tal modo la fresa di preparazione  per ogni sito implantare creerà l’alloggio di ogni impianto in un’unica posizione, già programmata e, dunque, predicibile ed obbligata.

 

MA ALLORA...LA PROTESI E' GIA' PRONTA ANCOR PRIMA DELL'INTERVENTO?

Proprio così. Il Laboratorio Odontotecnico è in grado di produrre sia la Dima chirurgica che la Protesi  ancor prima dell'intervento chirurgico.

 

SIGNIFICA CHE LA PROTESI  VIENE AVVITATA AGLI IMPIANTI APPENA INSERITI?

Esattamente.

D'altra parte l'Implantologia Computer Guidata è una (non l'unica) delle metodiche alternative su cui si basa il concetto degli Impianti a Carico Immediato.

Qualunque tipo di Protesi Fissa, di uno o più elementi, può essere realizzata grazie ad un progetto elaborato ancor prima dell'esecuzione dell'intervento implantare.

Questa metodica ha il grande pregio di consentire ai pazienti totalmente edentuli di avere una Protesi Fissa su impianti in 6-8 ore.

 

ESISTONO DIVERSI TIPI DI PROTESI FISSA SU IMPIANTI A CARICO IMMEDIATO, PER SOGGETTI EDENTULI?

Si. Esistono principalmente due tipi di protesi:

 

  • il Toronto Bridge: provvisto, oltre che degli elementi dentari, anche di un bordo (la cosiddetta  “flangia”) in resina che riproduce una sorta di “finta gengiva”. E’ la tipologia di protesi scelta quando si è verificato un notevole riassorbimento osseo verticale ad una o ad entrambe le arcate dentarie edentule e il paziente non desidera sottoporsi ad un intervento di Rigenerazione Ossea Verticale. Se non si eseguisse la realizzazione della “finta gengiva”, le dimensioni dei denti risulterebbero sproporzionate in altezza.

 

  • il Natural Bridge, caratterizzato dal fatto che gli elementi dentari vengono realizzati direttamente a contatto con le gengive naturali. Come risulta evidente, è la tipologia di protesi più adatta nei casi in cui il  riassorbimento osseo verticale sia minimo o praticamente nullo.

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Dr. Roberto Troisi - Medico Chirurgo

Specialista in Odontostomatologia

Via Empedocle Restivo, 4 - 90144 Palermo

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Tel. 091 525250 - 091 6937859

Cell. 388 0546961

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